venerdì 24 maggio 2013

L'IPERREALISMO: alcune precisazioni storiografiche.


L’ossessione al sex appeal dell’oggetto di consumo corrode dal di dentro questa corrente artistica, rendendola emblematica della cultura pop.




PROF. PAOLUCCI CHE PRESENTA IL LIBRO "DISCORSI SULL'ARTE SACRA" di Rodolfo Papa. Video su Youtube


Link: http://www.youtube.com/watch?v=cdU13ja5nGw



PRESENTAZIONE LIBRO 24 MAGGIO 2012


                                                 
                                                   
La Pontificia Università della Santa Croce e L’ Editore Cantagalli

sono lieti di invitare la S. V. alla presentazione del libro di

Rodolfo Papa
Discorsi sull’arte sacra



Giovedì 24 maggio 2012 ore 17,00
Pontificia Università della Santa Croce, Aula Alvaro del Portillo
Piazza di Sant’Apollinare 49 – Roma

Intervengono:
S. E. Rev.ma Card. Antonio Cañizares Llovera
Prefetto della Congregazione per il Culto divino

Prof. Marco Bussagli
Accademia di Belle Arti di Roma

Prof. Antonio Paolucci
Direttore dei Musei Vaticani


Presiede
Mons. Luis Romera
Magnifico Rettore della Pontificia Università della Santa Croce

MARIA MADDALENA NELL'ARTE SACRA : Conferenza con video su youtube.



Associazione Culturale
VERITATIS SPLENDOR

MARIA MADDALENA NELL'ARTE SACRA
Prof. Rodolfo Papa
docente di Storia delle teorie estetiche Pont. Università Urbaniana
Presidente dell'Accademia Urbana delle Arti

sabato 4 maggio 2013
Cappella del Santo Rosario, c/o Chiesa di San Domenico 
Largo San Tommaso d'Aquino - Salerno






MA ALLORA, QUALE PITTURA PER L'ARTE SACRA? Nemo scire et omnes adfirmare!




Card. Bagnasco durante l'inaugurazione della cattedrale di Bojano
con i vescovi Spina e Bregantini e l'artista Rodolfo Papa

La liturgia è il luogo in cui in modo eccellente l’arte presta il suo servizio ancillare; al proposito, il Concilio Vaticano II nella Sacrosanctum Concilium usa proprio il termine “servizio”, anzi “nobile servizio”: «la santa madre Chiesa ha sempre favorito le belle arti, ed ha sempre ricercato il loro nobile servizio, specialmente per far sì che le cose appartenenti al culto sacro splendessero veramente per dignità, decoro e bellezza, per significare e simbolizzare le realtà soprannaturali»[1] .
Il Compendio del Catechismo sottolinea il valore di questa tradizione nell’accezione della bellezza: «Gli artisti di ogni tempo hanno offerto alla contemplazione e allo stupore dei fedeli i fatti salienti del mistero della salvezza, presentandoli nello splendore del colore e nella perfezione della bellezza»[2] .
Rodolfo Papa con il card. Bagnasco, mons. A. Spina,  mons.  G. Bregantini  e il parroco don Rocco Di Filippo
In un articolo comparso di recente, Daniel Estivill sottolinea  la presenza di un contenuto oggettivo nelle opere di arte sacra che sia l’artista che il fruitore devono rispettare: «quando si tratta delle opere d’arte a servizio della Chiesa […] in questo caso non solo l’osservatore non può dare un significato all’opera, ma nemmeno l’artista nel suo processo creativo può ignorare un contenuto che gli viene dato dalla fede, senza la quale niente nella vita della Chiesa è pienamente comprensibile e attuabile»[3]. Il Cristianesimo ha sempre prodotto immagini,  a motivo dell’Incarnazione del Verbo di Dio che si è fatto visibile. Per questo motivo, l’arte è intrinsecamente legata alla religione cristiana, tanto che il Cristianesimo ha condizionato  «in modo strutturale la storia della cosiddetta civiltà occidentale delle immagini»[4]; autorevolmente il Catechismo della Chiesa Cattolica, afferma: «è stata l’Incarnazione del Figlio di Dio ad inaugurare una nuova economia delle immagini»[5].
Infatti un’arte sacra cristiana è sempre esistita, e non bisogna inventarla o negarla: l’Incarnazione di Dio Figlio ha sconvolto la storia dell’uomo e anche la storia dell’arte; come afferma San Giovanni Damasceno, citato anche dal Catechismo della Chiesa Cattolica: «un tempo Dio, non avendo né corpo, né figura, non poteva in alcun modo essere rappresentato da una immagine. Ma ora che si è fatto vedere nella carne e che ha vissuto con gli uomini, posso fare una immagine di ciò che ho visto di Dio»[6]. Se l’uomo pre–cristiano o non–cristiano può trovare delle ottime ragioni per glorificare Dio attraverso la riproposizione artistica della bellezza del Creato, tanto più l’uomo cristiano non può che gioire di fronte alla possibilità di poter riprodurre in immagini Cristo,  la Madonna e i Santi. Questa possibilità, percepita come eccezionale fin dall’inizio —si consideri al proposito «il fiorire in tutte le Chiese di numerose storie e leggende sul vero ritratto del Signore e della sua Santissima Madre”[7]—si radica  soprattutto nelle parole di Cristo risorto: «Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho» (Lc 24, 38-40).  All’artista cristiano è dunque chiesta non un’arte che finga fantasmi, ma un’arte che rappresenti  corpi reali di carne e ossa. Ancora il Catechismo afferma: «Poiché il Verbo si è fatto carne assumendo una vera umanità, il corpo di Cristo era delimitato. Perciò l'aspetto umano di Cristo può essere "dipinto"»[8].
Ma allora, giungendo alla questione cruciale, ci possiamo finalmente domandare quale figurativo dovremmo auspicare per lo sviluppo dell’arte sacra nel XXI secolo. Quale formula stilistica dovremmo intraprendere e come procurarcela? Queste domande si stanno imponendo da tempo e circolano rapidamente all’interno della cultura cattolica. Alcuni cercano le risposte in  “operazioni alchemiche”, fatte in laboratorio, altri affermano che quel che deve essere scelto deve pervenire direttamente dal “mondo” senza alcun filtro, altri ancora pensano che ci debbano essere dei legami con l’arte paleocristiana e altri invece seguono le varie mode che si susseguono ininterrotte da decenni: neo-popolare, neo-romanico, neo-bizantino o il più diffuso pop. Ma come raccontava Tacito nelle Historiae, -- quando, nel tragico momento delle guerre civili dell’anno 69, furono diffuse strategicamente delle dicerie sulla presunta morte di Ottone al fine di far uscire allo scoperto Galba, e sconfiggerlo definitivamente – “nemo scire et omnes adfirmare”, oggettiva infinitiva traducibile come “nessuno sapeva e tutti parlavano”. Descrive uno stato d’animo tipico nei momenti di passaggio, nelle situazioni di confusione in cui tutti facilmente sono suggestionabili, perché disposti a credere ad una soluzione, in quanto desiderata e necessaria. Ma purtroppo sbagliarono i sostenitori di Galba allora, e sbagliano quelli che oggi sono disponibili alle facili soluzioni, e che, senza alcuna riflessione e senza alcun approfondimento delle questioni in gioco, si gettano rapidamente alle conclusioni, invece di intraprendere la più lunga e più difficile strada dello studio.
Affinché l’arte pittorica possa svolgere il suo “nobile servizio” ancillare, deve essere umile, farsi servitrice e non protagonista. Deve rappresentare le sacre storie e il credo della fede “nello splendore del colore e nella perfezione della bellezza”, senza rinunciare alla capacità narrativa e alla via della bellezza; infine, mettendo al centro la corporeità dell’Incarnazione, deve essere comprensibile.

Rodolfo Papa, Esperto della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, docente di Storia delle teorie estetiche, Pontificia Università Urbaniana, Artista, Storico dell’arte, Accademico Ordinario Pontificio. Website: www.rodolfopapa.it  Blog: http://rodolfopapa.blogspot.com  e.mail:  rodolfo_papa@infinito.it  .


[1] Concilio Vaticano II, Sacrosanctum Concilium, n. 122.
[2] Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 5.
[3] D. Estivill, L’iconografia: strumento di lettura e di creatività per un’arte a servizio della Chiesa, in “Arte Cristiana”, 865, 2011, p. 289.
[4] A.Pinotti, Estetica della pittura, il Mulino, Bologna 2007, p. 187
[5] Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1159.
[6] Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1159.
[7] M. Gallo, Per una lettura cristiana dell’immagine, Guaraldi, Rimini 1992, p. 11.
[8] Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 476.

giovedì 23 maggio 2013

mercoledì 22 maggio 2013

ALETEIA: LA BELLEZZA COME VALORE NON NEGOZIABILE. L'arte è uno strumento efficace per la nuova evangelizzazione.

Link: http://www.aleteia.org/it/arte/documenti/la-bellezza-come-valore-non-negoziabile-1571001


Come è stato più volte ripetuto anche all’interno dell’ultimo Sinodo dei Vescovi, l’arte è uno strumento efficace per la nuova evangelizzazione, così come è sempre stata un mezzo di trasmissione ed educazione alle Fede nel corso dei secoli. La riflessione sulla fisionomia dell’arte sacra, per la quale i documenti del Vaticano II offrono risposte profonde, impone anche la considerazione di una questione connessa, che forse è la più urgente da affrontare, ovvero la questione della formazione del clero, del popolo, degli addetti ai lavori e degli stessi artisti. Si tratta di una questione in definitiva didattica.

Hang-out: “Arte e fede. Astrattismo vs figurativo?” Un padiglione del Vaticano alla prossima Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, quali riflessioni suscita?

Link: http://www.aleteia.org/it/arte/hangout/hang-out-arte-e-fede-astrattismo-vs-figurativo-1209001

Nuovo appuntamento dello spazio di dibattito e approfondimento via hang-out di Aleteia e nuovo interessante tema da affrontare. Lo spunto ci viene offerto dalla presenza di un padiglione del Vaticano alla prossima Biennale Internazionale d'Arte di Venezia. La domanda a questo punto è: l’arte contemporanea sa parlare di Dio e quali sono i linguaggi e la funzione dell’arte sacra oggi?

Ospiti per questa puntata: Rodolfo Papa, artista, storico dell’arte e docente di storia delle teorie estetiche presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Urbaniana; il pittore Sergio Bertinotti; e Giovanni Sardo, violinista e Vicepresidente dell'Unione Cattolica Artisti Italiani. Conduce Fabio Colagrande, giornalista della “Radio Vaticana”.


http://www.aleteia.org/it/arte/hangout/hang-out-arte-e-fede-astrattismo-vs-figurativo-1209001